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Archive for L’isola dei cassintegrati

Storia di un cassintegrato

“La mia storia è uguale a quella di tanti altri italiani, 33 anni, in cassa integrazione a zero ore ormai da un anno e mezzo. E come va? ti chiedono gli amici; ce la fai ad arrivare a fine mese? ti chiedono i tuoi genitori. E tu dici di sì, che tutto si risolverà presto. Dicevi lo stesso quando i mesi di cassa dovevano essere solo sei, d’altronde ti avevano garantito che saresti tornato a lavorare. Ora sai che non è vero.

Dopo più di dieci anni in fabbrica sentirsi con le mani legate, un uomo nel pieno delle forze costretto come un leone in gabbia, quando invece vorresti spaccare in due il mondo dandoti da fare, costruendo il tuo futuro. Vorresti crescere, maturare professionalmente e quindi gettare le basi per qualcosa di concreto.

Ma sei senza lavoro, inizi a fare centinaia di colloqui nei quali per un motivo o per un altro il tuo profilo è sempre sbagliato. Ti scontri con tutte quelle situazioni “all’italiana”: raccomandazioni, clientelismo politico o familiare, un sindacato complice del malaffare, la cassa integrazione che arriva con mesi di ritardo, la dignità calpestata. E poi ancora contratti atipici, false partite iva e tutta la solita serie di bugie e false speranze. » Read more..

Olivetti mon amour

Olivetti Valentine (1969)

Olivetti, icona del design e della qualità made in Italy. Quando questa attribuzione d’origine aveva ancora un senso, prima che il suo significato venisse svuotato dalle tante, troppe, delocalizzazioni nostrane.

Olivetti, quella delle macchine da scrivere, mito e passione di celebri penne provenienti da tutto il pianeta. Olivetti, che sviluppò il primissimo pc della storia tra il 1962 il 1964, anticipando colossi e pirati della Silicon Valley. Olivetti, che nel 1983 commercializza uno dei primi portatili degni di questo nome.

Olivetti, che chi ci ha lavorato ricorda come un’eccellenza mondiale, un’impresa di cui andare orgogliosi, che oltre all’intuizione per la macchina, sapeva l’importanza della persona. Le risorse umane, il core di un’impresa improntata alla Ricerca e Sviluppo.

Ma anche l’Olivetti del declino. Quella dei cui fasti è solo l’ombra, ma che dopo essere stata massacrata dalla concorrenza globale, depotenziata e poco a poco smantellata da operazioni finanziarie fumose, ha saputo resistere fino ad oggi grazie alla sua più grande qualità: saper innovare. » Read more..

La disoccupazione aumenta del 31% rispetto al 2011

Ad aprile 2012 il numero dei disoccupati è pari a 2.615.000, registrando una crescita dell’1,5% (38 mila unità) rispetto a marzo. Su base annua il numero di disoccupati aumenta del 31,1% (621 mila unità). Il tasso di disoccupazione si attesta quindi al 10,2%.

Potete leggere ulteriori dati e l’informe completo dell’ISTAT sul blog L’isola dei cassintegrati. » Read more..

Sgombero all’alba degli operai della Marettimo

Riporto il mio articolo sullo sgombero del presidio ai Cantieri Navali di Trapani, pubblicato su Il Manifesto del 19 aprile 2011. Lo pubblico sul blog perché nelle isole la diffusione del giornale va un po’ a singhiozzo e gli operai di Trapani non riuscivano a procurarne una copia. Buona lettura!

Con un ingente dispiegamento di reparti antisommossa, le forze dell’ordine hanno sgomberato ieri mattina all’alba il presidio permanente dei lavoratori dei Cantieri Navali di Trapani. Gli operai protestano da sette mesi contro la decisione di Giuseppe D’Angelo, ad della Satin S.p.A, di tagliare i posti emandare a casa i 56 dipendenti della controllata Cnt. I lavoratori dopo mesi di cassa integrazione hanno perfino occupato una petroliera, la Marettimo M., l’ultima costruita con le loro stesse mani. Dopo un anno di «cassa», la mattina della vigilia di Natale i lavoratori CNT si erano svegliati con una lettera di licenziamento.

Un risveglio non meno sconfortante quello di ieri, quando Antonino e Michele, rimasti a guardia del presidio per la notte, si sono visti accerchiare dalle forze dell’ordine. Le istituzioni avrebbero concertato l’azione repressiva d’accordo con l’impresa, a quanto dicono gli operai. Abbiamo intervistato uno di loro, Antonino Di Cola, per conoscere la dinamica dello sgombero. «Si sono presentati in cantiere alle 5,30 i reparti antisommossa di carabinieri, polizia, guardia di finanza e Digos, più alcune ambulanze. Saranno stati un centinaio di agenti». Al vedere tanti poliziotti aggirarsi per la banchina, i due lavoratori hanno pensato che si trattasse di una retata antimafia o di un’operazione antidroga. E invece no, quel piccolo squadrone era lì per Antonino e Michele, due operai senza lavoro, addormentati in una panda parcheggiata nel porto di Trapani, «una scena grottesta», sottolinea Di Cola. » Read more..

Benetton risponde al nostro appello contro i licenziamenti #Autogrill

Dopo meno di 24 ore Alessandro Benetton risponde al nostro appello contro i licenziamenti Autogrill, lanciato dal Popolo Viola in collaborazione con L’isola dei cassintegratiÈ un grande risultato: chi conosce le dinamiche sindacali sa che per ottenere una risposta ufficiale a volte servono molti mesi di proteste e scioperi.

Buongiorno a tutti, rispondo solo ora perché, come in molti già sanno, ci tengo a farlo di persona. Nelle ultime ore alcuni di voi mi hanno chiesto, intervenendo su questa pagina, di prendere una posizione rispetto a temi relativi alla società Autogrill. Autogrill è una società che è quotata presso la Borsa di Milano e ha quindi un suo management e governance ben distinti da quelli di Benetton Group. Non è mio compito nè è legittimo che io intervenga nella gestione operativa di un’azienda che non è quella per la quale ricopro incarichi operativi. Allo stesso tempo ho piena fiducia nell’operato del management di Autogrill che so si sta occupando di questa questione.” (qui potete leggere il messaggio originale)

Un precisazione: vogliamo ricordare ai lettori (e a lui) che Alessandro Benetton fa parte del Consiglio di Amministrazione di Autogrill, quindi un ruolo di responsabilità nell’azienda lo ricopre eccome. Ma su questo torneremo nei prossimi giorni. » Read more..

Maxim e la cattiva comunicazione

Rivista Maxim (vecchia edizione)

Un pensiero sulla comunicazione, l’immagine e la reputazione della rivista Maxim, partendo dal caso di Alberto Puliafito, giornalista freelance in attesa di pagamento che nelle ultime ore ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora. Che contiene fallimenti fantasma, risposte confuse, siti internet non aggiornati, nessuna certezza, fumose giustificazioni e molta arroganza.

Se non avete seguito la vicenda, vi consiglio di leggere prima questo post pubblicato su L’isola dei cassintegrati.

Letto? Bene.

Una rivista che fallisce nell’assoluto silenzio, un freelence (ma forse più di uno) a cui è stato rubato il proprio lavoro, un nuovo editore di cui si sa poco o niente e un direttore che risponde in maniera stizzita e provocatoria alle domande di blogger e giornalisti che stanno seguendo il caso (qui la discussione con Arianna Ciccone su Facebook, poi cancellata).

È legittimo pensare che Alberto stia danneggiando l’immagine della “nuova” Maxim (come insistono nel volerla chiamare) con la sua richiesta di essere pagato? Può il nuovo editore indignarsi con chi ha reso pubblica questa ingiustizia e scaricare tutte le colpe sul vecchio amministratore delegato? E soprattutto, è ammissibile che una rivista alle prese con un caso così delicato si permetta il lusso di gestire in maniera così grossolana la comunicazione? Le domande, ovviamente retoriche, hanno tutte la medesima risposta: no. » Read more..

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