Riporto il mio articolo sullo sgombero del presidio ai Cantieri Navali di Trapani, pubblicato su Il Manifesto del 19 aprile 2011. Lo pubblico sul blog perché nelle isole la diffusione del giornale va un po’ a singhiozzo e gli operai di Trapani non riuscivano a procurarne una copia. Buona lettura!
Con un ingente dispiegamento di reparti antisommossa, le forze dell’ordine hanno sgomberato ieri mattina all’alba il presidio permanente dei lavoratori dei Cantieri Navali di Trapani. Gli operai protestano da sette mesi contro la decisione di Giuseppe D’Angelo, ad della Satin S.p.A, di tagliare i posti emandare a casa i 56 dipendenti della controllata Cnt. I lavoratori dopo mesi di cassa integrazione hanno perfino occupato una petroliera, la Marettimo M., l’ultima costruita con le loro stesse mani. Dopo un anno di «cassa», la mattina della vigilia di Natale i lavoratori CNT si erano svegliati con una lettera di licenziamento.
Un risveglio non meno sconfortante quello di ieri, quando Antonino e Michele, rimasti a guardia del presidio per la notte, si sono visti accerchiare dalle forze dell’ordine. Le istituzioni avrebbero concertato l’azione repressiva d’accordo con l’impresa, a quanto dicono gli operai. Abbiamo intervistato uno di loro, Antonino Di Cola, per conoscere la dinamica dello sgombero. «Si sono presentati in cantiere alle 5,30 i reparti antisommossa di carabinieri, polizia, guardia di finanza e Digos, più alcune ambulanze. Saranno stati un centinaio di agenti». Al vedere tanti poliziotti aggirarsi per la banchina, i due lavoratori hanno pensato che si trattasse di una retata antimafia o di un’operazione antidroga. E invece no, quel piccolo squadrone era lì per Antonino e Michele, due operai senza lavoro, addormentati in una panda parcheggiata nel porto di Trapani, «una scena grottesta», sottolinea Di Cola. » Read more..






